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POST-IT

IL POST-IT STRUMENTO DI SVILUPPO DELL'INTELLIGENZA

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Dal Sudoku all'Eudoku
L'idea dell'Eudoku nasce all'interno di un più ampio e innovativo progetto di comunicazione e valorizzazione del rapporto tra consumatore e brand, tra utilizzatore e prodotto/servizio/marchio aziendale. Per far vivere il brand occorre stabilire una interazione totale capace di generare un imprinting concettuale, mentale, astratto ma anche sensoriale, concreto, manuale. Il prodotto/brand sul quale si è deciso di investire per primo è il Post-it, che nell'Eudoku sostituisce i numeri dall' 1 al 9 rispettando la regola di completare un puzzle di 81 caselle senza non ripetere mai -nelle righe orizzontali, verticali e nei quadranti- lo stesso colore. In pratica, l'Eudoku è la versione a colori del gioco attualmente più diffuso nel mondo: il Sudoku; in sostanza al posto dei numeri si usano i famosi foglietti colorati rimovibili 3M. La formula colorata Post-it del gioco crea una composizione cromatica retta da un preciso ordine interno. Infatti l'Eudoku è una sintesi tra la visione colorata caratteristica del mondo artistico e la sequenza strutturata espressa dalla razionalità implicita nel regolamento del gioco.

Il Post-it da messaggero a messaggio
Dopo circa 25 anni dalla sua nascita, il foglietto Post-it non è più solo un "pezzo di carta" rimovibile sul quale scrivere qualcosa che va ricordato, non è solo un supporto alla memoria, ad un messaggio, non è più solo messaggero pratico, insostituibile, colorato. E' cresciuto diventando esso stesso dato, informazione, numero, elemento di un linguaggio cromatico tutto da sviluppare. Grazie all'Eudoku infatti, il giocatore (che può essere bambino, adulto, anziano) fa esperienza del Post-it come strumento per pensare, utile per praticare una particolare ginnastica mentale e visuale che implementa abilità logiche dialettiche e intuitive-immaginative. Diventa strumento per sviluppare l'intelligenza. Questa possibilità apre la strada a nuove applicazioni del Post-it in ambito ludico, ma anche didattico, formativo, terapeutico. Inoltre, se per convenzione si attribuisce ad un numero un determinato colore, si può fare la stessa cosa per una nota, una lettera. Così si possono comporre alfabeti cromatici inediti o tradurre il linguaggio verbale in composizioni visuali secondo codici specifici. In pratica, il colore permette di raffigurare la struttura del pensiero, osservandola nella sua struttura intima, profonda. La possibilità di maneggiare il post-it rende possibile una interazione semplice e continua, flessibile, con queste strutture cromatiche accessibili al movimento, allo spostamento, alle informazioni "rimovibili" in un dato spazio. Tale interazione rende il rapporto con il brand post-it più intenso, ricco e vario, dinamico e simpatetico, lo integra nella propria esperienza sensoriale, visuale e mentale. Entra a far parte del proprio vissuto. Il brand diventa esso stesso messaggio e comunicazione.

Roberto Provana
Psicologo, formatore e consulente d'impresa

 

 

 

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