UNA NUOVA MODALITA’ INTERATTIVA PER LA FORMAZIONE AZIENDALE
Si chiama training-game il nuovo modo di concepire l'addestramento
formativo. Come recitano i termini, esso si compone di un processo di allenamento
attraverso il gioco. Il training si svolge attraverso l'estrazione casuale
di schede o carte, tratte da un mazzo. E' una specie di Monopoli della formazione.
Nel corso dell'esercizio, che può essere giocato da 2 a 12 persone.
Le aree del gioco sono cinque: Finanza, Personale, Sales e Marketing, Logistica, Imprevisti. Le prime quattro aree di competenza sottopongono ai partecipanti degli esercizi, dei problemi, che mirano a sviluppare le relative abilità. Gli Imprevisti riguardano performance individuali che mirano a sviluppare specifiche abilità di FLESSIBILITA’ COMPORTAMENTALE. Le esercitazioni corrispondnete ad ogni Card esemplificano problematiche scelte dall'azienda e costituiscono le variabili o i centri di attenzione situazionalmente mutabili secondo il processo di sviluppo dell'organizzazione che vuole utilizzare il gioco come strumento formativo e di stimolazione.
Attraverso i temi elaborati di volta in volta dalle Card, il management può trasferire all'interno del training degli input mirati per implementare, per esempio, le abilità che ritiene carenti nelle sue risorse umane, sollecitando dei brain-storming i cui output potranno essere utilizzati concretamente nella vita dell'azienda. Si attiva così un importante feed-back mediato dai meccanismi proiettivi del gioco, per meglio conoscere lo stato psicologico del personale (preparazione, motivazione, conflittualità, flessibilità ai ruoli, assunzione di responsabilità).
Il meccanismo premiante del gioco si fonda su di un sistema di valutazione "democratico". Democratico perchè, per esempio, molte ricerche di soluzioni richieste dalle schede relative alle varie aree esigono la partecipazione di tutti all'esercizio. Quindi, le sollecitazioni coinvolgono l'insieme dei partecipanti, sia individualmente che in team.
D'altra parte il sistema delle domande si ispira alla ricerca di soluzioni aperte, in cui non esistono risposte pre-codificate, ovvero giuste od errate in senso assoluto. Non è un quiz dove si va a verificare immediatamente l'esattezza di un dato, ma piuttosto una serie continua di elaborazioni la cui validità è certificata da una votazione segreta, ovvero dal riconoscimento del valore dell'idea stessa da parte della maggioranza. In altri casi, l'idea è premiata per la sua originalità, ossia per l'assenza di luoghi comuni.
Poichè tutti partecipano al gioco, ad un dato problema si avrà un numero di risposte pari a quello dei partecipanti, che sono anche i votanti. La soluzione ritenuta migliore dalla maggioranza, sarà la vincente e permetterà l'avanzamento mediante un sistema di punteggio. Questo implica lo sforzo, da parte dei singoli che vogliono guadagnare punti, di prevedere il più possibile anche il consenso che si verrà a determinare intorno alla loro proposta. La conoscenza della psicologia degli avversari è quindi un elemento indispensabile per arrivare alla vittoria: COME DIRE CHE LA FLESSIBILITA’ COMPORTA LO SVILUPPO DI ABILITA’ UTILI PER AFFRONTARE E RISOLVERE PROBLEMATICHE COMPLESSE.
Il gioco prevede una figura arbitrale, al di sopra delle parti, che fa da garante per l'osservazione del regolamento e sovrintende in modo imparziale al training. L'ideale è che sia una risorsa con spiccate abilità formative, o un animatore, così da esaltare al massimo le dinamiche di gruppo e gli stimoli erogati dal gioco(dinamiche e contenuti) per ottenere dai partecipanti la più alta e qualitativa flessibilità creativa possibile. Il training-game propone così un modello di comportamento aziendale vissuto da problem-solver. Esso tende a far condividere, attraverso l'immedesimazione, le diverse aree dell'azienda integrandone le funzioni in una unità operativa diversificata. Mediante la simulazione, ognuno vive ruoli diversi, partecipando a responsabilità professionalmente complementari o parallele attraverso l'assunzione del rischio insito nel meccanismo del premio.