E'
col piede sinistro che Diego Armando Maradona tocca la palla; con
la mano sinistra Paul McCartney suona la chitarra e Jimmy O'Connor
impugna la racchetta. E che dire di AIbert Einstein, Charlie Chaplin,
Ludwig van Beethoven, Wolfgang Amadeus Mozart? Tutti mancini convinti.
L'uso della sinistra non ha costituito un handicap per loro e tanto
meno li ha ostacolati nell'espressione della loro genialità. Né
si può concludere sommariamente che tali personaggi siano un'eccezione.
Pare infatti che dall'identikit del genio matematico emerga fra
l'altro che egli sia mancino, miope, preferibilmente di sesso maschile
e predisposto alle malattie psicosomatiche della pelle.
I mancini, dunque, anche se sono una esigua minoranza (circa il
5 per cento della popolazione in Italia, il 10 per cento in America
e nei Paesi anglosassoni), possiedono a detta di psicologi e ricercatori
una marcia in più rispetto ai destrimani. Vediamo perché.
Nel 90 per cento delle persone è l'emisfero cerebrale sinistro (quello
che controlla il Iato destro del corpo) a dominare la maggior parte
delle funzioni. Mentre l'emisfero destro (quello che controlla la
parte sinistra del corpo) è considerato non dominante. Nei mancini
avviene il contrario poiché essi manifestano un'inversione fra le
funzioni dei due emisferi cerebrali, cioè è il destro e quindi la
parte sinistra del corpo a dominare. Nella maggior parte dei mancini
però si può verificare una dominanza mista, cioè un'alternanza delle
funzioni dei due emisferi, per cui talvolta prevalgono quelle del
Iato destro del corpo, altre quelle del sinistro. Nei mancini quindi
un emisfero integra l'altro, nel senso che essi possono contare
sull'apporto di entrambi, ed è probabilmente per questa ragione,
per questa maggiore elasticità cerebrale che essi sono avvantaggiati
rispetto agli altri.
Mancino dunque è bello. Anzi molto comodo. Ma non manca chi si affretta
a ridimensionare le cose. Lo psicologo americano AIan Searleman
ha condotto una statistica dalla quale è risultato che molti fra
coloro che usano la sinistra corrono più degli altri il pericolo
di ferirsi nelle varie circostanze della vita o di subire incidenti,
poiché rivelano una gestualità più maldestra, e soffrono maggiormente
di disturbi del sonno e del linguaggio.
Ma secondo alcuni psicologi, fra cui la professoressa Adriana Guareschi
Cazzullo, direttrice del Centro di Neuropsichiatria infantile dell'Università
di Milano, tali disturbi sono dovuti principalmente al fatto che
ai mancini viene spesso imposto da piccoli di usare la destra.
A questo punto è infatti opportuno precisare che mentre l'emisfero
destro (quello che come abbiamo visto domina il Iato sinistro e
induce a usare preferibilmente questa parte del corpo) controlla
la ricezione dei fenomeni uditivi e l'elaborazione delle informazioni
in modo globale e sintetico, rendendoci consapevoli dello spazio
che ci circonda, l'emisfero sinistro (quello che domina la parte
del corpo che i mancini usano meno) presiede invece alla percezione
del linguaggio e della scrittura. E' quindi facilmente intuibile
che una confusione tra il coordinamento dei due emisferi cerebrali,
causata da un'inibizione nell'uso di quella parte del corpo che
è più congeniale, può provocare disturbi nelle funzioni proprie
dell'uno (un'alterata consapevolezza dello spazio) o dell'altro
(il linguaggio).
Pertanto il mancinismo se da un Iato può rivelarsi un vantaggio,
perché chi ne è affetto può contare sull'apporto di entrambi gli
emisferi, dall'altro se eccessivamente inibito può provocare persino
degli handicap.
E' curioso però osservare che l'uomo di Neanderthal usava in modo
indifferenziato entrambe le mani. Reperti archeologici risalenti
a due milioni di anni fa, rinvenuti nel nord del Kenia, mostrano
che soltanto il 57 per cento di essi era stato scolpito con la mano
destra. Mentre altri trovati in Spagna e risalenti a 200 mila anni
fa risultano incisi solo al 61 per cento con la destra. Il che dimostrerebbe
che l'uso di questa mano è una convenzione sociale imposta dalla
maggioranza.
Ma quali sono le cause biologiche del mancinismo?
Un tempo si pensava a un maggiore sviluppo di un emisfero del cervello
rispetto all'altro o a una migliore irrorazione sanguigna. Una recente
teoria elaborata dagli psicologi americani sostiene invece che sia
la prevalenza nel sangue dell'ormone testosterone a provocare lo
spostamento a sinistra. Ma anche questa tesi sembra avere le sue
contraddizioni: molti bambini sono infatti ambidestri nei primi
anni dell'infanzia e preferiscono per certe attività, per esempio
disegnare, una mano, e per altre, per esempio mangiare, l'altra.
Ma è soltanto verso i sei o sette anni che si stabilizza l'orientamento
verso destra o sinistra.
Ad ogni modo, qualunque sia la causa del mancinismo, psicologi e
pediatri sono ora concordi, dopo anni di coercizioni all’uso della
destra, nell’affermare che il bambino non deve essere affatto forzato
nella sua scelta e che questa deve avvenire spontaneamente.