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TEORIA DEI GIOCHI

dal Corriere Salute - 8 gennaio 1990

QUEL PIZZICO DI GENIALITA’ DELLA MANO SINISTRA

di Marisa D’aloiso

E' col piede sinistro che Diego Armando Maradona tocca la palla; con la mano sinistra Paul McCartney suona la chitarra e Jimmy O'Connor impugna la racchetta. E che dire di AIbert Einstein, Charlie Chaplin, Ludwig van Beethoven, Wolfgang Amadeus Mozart? Tutti mancini convinti. L'uso della sinistra non ha costituito un handicap per loro e tanto meno li ha ostacolati nell'espressione della loro genialità. Né si può concludere sommariamente che tali personaggi siano un'eccezione.
Pare infatti che dall'identikit del genio matematico emerga fra l'altro che egli sia mancino, miope, preferibilmente di sesso maschile e predisposto alle malattie psicosomatiche della pelle.
I mancini, dunque, anche se sono una esigua minoranza (circa il 5 per cento della popolazione in Italia, il 10 per cento in America e nei Paesi anglosassoni), possiedono a detta di psicologi e ricercatori una marcia in più rispetto ai destrimani. Vediamo perché.
Nel 90 per cento delle persone è l'emisfero cerebrale sinistro (quello che controlla il Iato destro del corpo) a dominare la maggior parte delle funzioni. Mentre l'emisfero destro (quello che controlla la parte sinistra del corpo) è considerato non dominante. Nei mancini avviene il contrario poiché essi manifestano un'inversione fra le funzioni dei due emisferi cerebrali, cioè è il destro e quindi la parte sinistra del corpo a dominare. Nella maggior parte dei mancini però si può verificare una dominanza mista, cioè un'alternanza delle funzioni dei due emisferi, per cui talvolta prevalgono quelle del Iato destro del corpo, altre quelle del sinistro. Nei mancini quindi un emisfero integra l'altro, nel senso che essi possono contare sull'apporto di entrambi, ed è probabilmente per questa ragione, per questa maggiore elasticità cerebrale che essi sono avvantaggiati rispetto agli altri.
Mancino dunque è bello. Anzi molto comodo. Ma non manca chi si affretta a ridimensionare le cose. Lo psicologo americano AIan Searleman ha condotto una statistica dalla quale è risultato che molti fra coloro che usano la sinistra corrono più degli altri il pericolo di ferirsi nelle varie circostanze della vita o di subire incidenti, poiché rivelano una gestualità più maldestra, e soffrono maggiormente di disturbi del sonno e del linguaggio.
Ma secondo alcuni psicologi, fra cui la professoressa Adriana Guareschi Cazzullo, direttrice del Centro di Neuropsichiatria infantile dell'Università di Milano, tali disturbi sono dovuti principalmente al fatto che ai mancini viene spesso imposto da piccoli di usare la destra.
A questo punto è infatti opportuno precisare che mentre l'emisfero destro (quello che come abbiamo visto domina il Iato sinistro e induce a usare preferibilmente questa parte del corpo) controlla la ricezione dei fenomeni uditivi e l'elaborazione delle informazioni in modo globale e sintetico, rendendoci consapevoli dello spazio che ci circonda, l'emisfero sinistro (quello che domina la parte del corpo che i mancini usano meno) presiede invece alla percezione del linguaggio e della scrittura. E' quindi facilmente intuibile che una confusione tra il coordinamento dei due emisferi cerebrali, causata da un'inibizione nell'uso di quella parte del corpo che è più congeniale, può provocare disturbi nelle funzioni proprie dell'uno (un'alterata consapevolezza dello spazio) o dell'altro (il linguaggio).
Pertanto il mancinismo se da un Iato può rivelarsi un vantaggio, perché chi ne è affetto può contare sull'apporto di entrambi gli emisferi, dall'altro se eccessivamente inibito può provocare persino degli handicap.
E' curioso però osservare che l'uomo di Neanderthal usava in modo indifferenziato entrambe le mani. Reperti archeologici risalenti a due milioni di anni fa, rinvenuti nel nord del Kenia, mostrano che soltanto il 57 per cento di essi era stato scolpito con la mano destra. Mentre altri trovati in Spagna e risalenti a 200 mila anni fa risultano incisi solo al 61 per cento con la destra. Il che dimostrerebbe che l'uso di questa mano è una convenzione sociale imposta dalla maggioranza.
Ma quali sono le cause biologiche del mancinismo?
Un tempo si pensava a un maggiore sviluppo di un emisfero del cervello rispetto all'altro o a una migliore irrorazione sanguigna. Una recente teoria elaborata dagli psicologi americani sostiene invece che sia la prevalenza nel sangue dell'ormone testosterone a provocare lo spostamento a sinistra. Ma anche questa tesi sembra avere le sue contraddizioni: molti bambini sono infatti ambidestri nei primi anni dell'infanzia e preferiscono per certe attività, per esempio disegnare, una mano, e per altre, per esempio mangiare, l'altra. Ma è soltanto verso i sei o sette anni che si stabilizza l'orientamento verso destra o sinistra.
Ad ogni modo, qualunque sia la causa del mancinismo, psicologi e pediatri sono ora concordi, dopo anni di coercizioni all’uso della destra, nell’affermare che il bambino non deve essere affatto forzato nella sua scelta e che questa deve avvenire spontaneamente.

 

 

 

 

 

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